Spettacolo teatrale a Verona
"1943 Angelo mio: Voci e Memorie"
Recensioni, concorsi e premi dello spettacolo
L'Arena (4 Luglio 2007)
Tra elogi e applausi, La Pocostabile, ha debuttato al chiostro di Sant’Eufemia, con «1943-Angelo mio» (in replica fino al 9), opera costruita intorno alle missive (tutte reali) inviate dal fronte e interrotta, al termine della quinta scena, per poter meglio osservare la raccolta di cartoline su cui è basata. Lo spettacolo si svolge davanti e dietro le quinte, tra dati e rappresentazione, musica dal vivo, immagini e coreografie in ombra. Sul palco trionfano donne forti che, rimboccate le maniche, continuano la loro vita, tra l’attesa di ricevere notizie dai loro cari e la smania di guardare avanti. Maria, un’adolescente dal cipiglio irruento della brava Alessia Giannini, vive la sua primavera sotto l’occhio vigile della sorella Assunta (Giorgia Ferrari).
Si ritrovano nel locale di fianco alla stazione dei treni, gestito dalla giunonica Gilda, ben resa da Greta Benedetti, ed osservano maliziosamente la scappatella di Laura (Anna Cattelani) col medico Alessandro (Roberto Tomelleri), un’accoppiata sempre un po’ fuori dalle righe.
Locanda e avventori non esisterebbero senza l’intervento della straordinaria Ilaria Peretti. Caparbia e adeguata nel ruolo di Nina, ad ogni cambio di scena raggiunge la tastiera e l’animo degli spettatori intonando, con voce penetrante, canzoni scritte per rammentare come ogni minuto sia segnato dalla terribile guerra in corso. Ilaria è anche la mente della rappresentazione, ideata a quattro mani con Silvano Lugoboni e diretta con garbo da Mario Peretti e Lucia Ruina. Attorno a loro ruotano tristi figure maschili, congedate dall’esercito e obliate nella disperazione. Solo il giovane Tano (Antonio Cicogna) ritrova, nella fatica dello studio, una propria dignità.
D.CAR.
Verona time (Agosto - Settembre 2007)
La rassegna di teatro estivo nei cortili ha visto il debutto a S. Eufemia di "1943 Angelo mio... voci e memorie" di Silvano Lugoboni e Ilaria Peretti, nuova produzione della compagnia La Pocostabile, con la regia di Mario Peretti e Lucia Ruina.
Il testo racconta un periodo doloroso del secondo conflitto mondiale: l'odissea dei soldati italiani impegnati nella disperata ritirata in Russia dei primi mesi del 1943. Le notizie frammentarie che giungono dal fronte alimentano speranze e nello stesso tempo ansie e cattivi pensieri, che si cerca di scacciare sforzandosi di condurre una vita il più normale possibile. Così un piccolo spaccio accanto alla stazione diviene luogo di ritrovo di mogli, sorelle, padri, madri e amici, di quei soldati di cui si attende con ansia il ritorno, mentre ci si stringe gli uni agli altri cercando di mantenere vive le sempre più esili speranze. C'è anche chi, nella disperazione, cede alla tentazione di un amore clandestino che scalda il cuore per alcuni istanti, ma poi lo gela nella morsa dei sensi di colpa. La lettura di ogni lettera che arriva dalla Russia diventa un rituale collettivo, dal quale ognuno trae motivo di speranza, anche se la lettera è vecchia di un mese. La messa in scena si avvale di un'abile combinazione di tecniche teatrali: filmati, voci fuori campo, musiche dal vivo e controscene intraviste dietro un velo che segna un confine impenetrabile, mentre l'inesorabile scorrere del tempo è ricordato dal veloce roteare di lancette di orologio proiettate sullo sfondo ad ogni stacco scenico.
Alla fine il velo cade, il confine è superato, ma lo superano in pochi e quei pochi non sono più gli stessi, sfigurati dall'orrore che ciò i loro occhi hanno visto.
E' uno spettacolo di forte impatto emotivo, per i contenuti e per il realismo espresso, dalla recitazione spontanea degli attori, agevolati in questo anche dall'uso del dialetto, che hanno offerto una buona prova corale. Un'apprezzabile esempio di teatro che documenta e tiene viva la memoria.
PAOLO CORSI
1a Rassegna di Teatro Amatoriale 2007 - Rovigo (15 Dicembre 2007)
Lo spettacolo vince la targa "MIGLIOR ALLESTIMENTO SCENOGRAFICO"